Who Am I

Piastrine in metallo, iuta, legno, 100x140cm, 2016

Ci si trova al cospetto di un in-solito specchio, di una superficie riflettente capace di restituire una visione frammentata; un grande puzzle che non presenta una soluzione definitiva.
Le 650 piastrine che compongono l’opera “vedono” la realtà ognuna a modo proprio, in base alla singola inclinazione. Uno sguardo ravvicinato darà la possibilità di osservare la propria immagine deformata, non aderente alla realtà, mutevole ad ogni capriccio, ad ogni sospiro.
Le piastrine identificative hanno perso il loro scopo originario, dare informazioni sulla nostra identità e appaiono vuote, lucide, brillanti; nell’insieme tutte concorrono a trasmettere in modo falsato e distorto qualsiasi cosa le fronteggi.
L’obbiettivo principale dell’opera è quello di suscitare nello spettatore lo stimolo a ri-costruire la propria identità, ricomporre gli elementi del puzzle; ma quali e quanti pezzi abbiamo a disposizione? E cosa si manifesterà al termine di questo nostro viaggio?
Ora più che mai è importante riflettere sul proprio IO, immerso in una società post-moderna nella quale si manifesta la progressiva perdita dei confini identitari (culturali, religiosi ed etnici) degli individui e delle collettività.